Sette trucchi per raccontare meglio i dati: Parte I
Con le giuste competenze di design, i team di data hanno il potere di inquadrare argomentazioni e persuadere con i dati. È stato il punto chiave di una recente puntata di DataFramed con Andy Cotgrave, technical evangelist di Tableau.
1. Progetta storie sui dati con un messaggio chiaro in mente
Sottili differenze di design possono influenzare profondamente l’interpretazione di una visualizzazione da parte del pubblico. Queste scelte possono riguardare il colore, il titolo e le annotazioni.
Un esempio che fa riflettere è Iraq Bloody Toll di Simon Scarr, che mette in evidenza il numero di morti dovuto all’intervento militare statunitense in Iraq. Il grafico a barre orientate verso il basso e colorate di rosso evoca fortemente il bagno di sangue in Iraq, rendendo la metafora visiva estremamente memorabile. Curiosamente, una semplice riorientazione e un cambio di colore ne modificano completamente il messaggio.
Figura 1: Iraq’s Bloody Toll di Simon Scarr [Fonte]
Chi racconta storie con i dati dovrebbe usare questo potere in modo responsabile e consapevole. Quando si presenta una storia apparentemente oggettiva, bisogna prestare attenzione ai dettagli nei grafici che potrebbero amplificare bias. Ad esempio, gli assi dovrebbero partire da zero per evitare correlazioni fuorvianti.
Figura 2. Gli stessi punti dati possono comunicare risultati molto diversi [Fonte]
2. Posiziona correttamente gli elementi in una storia sui dati
Il principio di Gutenberg afferma che gli occhi di un utente percorrono un tracciato a forma di Z dall’angolo in alto a sinistra a quello in basso a destra quando leggono un contenuto.
Applicato alle storie sui dati, questo principio ci dice che le informazioni più importanti dovrebbero stare in alto a sinistra. I dettagli più granulari andranno approfonditi verso il fondo del grafico. Una call to action può anche essere inserita in basso a destra, dove si trova la sezione terminale.
3. Comprendi il tuo pubblico usando i principi del design
I principi del design possono aiutare a capire l’esperienza del pubblico con le storie sui dati. Nel libro The Design of Everyday Things, l’autore Don Norman sostiene che gli utenti finali elaborano tutti gli oggetti su tre livelli emotivi: viscerale, comportamentale e riflessivo.
Livello viscerale: Nel primo secondo in cui vedono un grafico, gli utenti lo giudicano in base al suo aspetto. Questo è il livello viscerale dell’elaborazione, che riguarda le qualità radicate e automatiche delle emozioni umane. Per questo, l’estetica di un grafico è fondamentale per mantenere l’attenzione del pubblico sulla storia.
Livello comportamentale: L’utente giudica poi una visualizzazione in base alla sua utilità, il cosiddetto livello comportamentale dell’elaborazione. In altre parole, il pubblico deve riuscire a cogliere il punto dell’autore tramite la visualizzazione.
Livello riflessivo: Dopo aver interagito con la visualizzazione, gli utenti riflettono sulla loro esperienza. Per esempio, è probabile che un utente riutilizzi una dashboard se, ripensandoci, trova l’esperienza piacevole.
Altri consigli sul data storytelling
Questo articolo ha illustrato come i team di data possono migliorare le storie con scelte di design ponderate. Nella seconda parte del post forniremo suggerimenti più pratici per presentare storie sui dati eccellenti.
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